Una supernova scoperta in ritardo.

Alessandro Gabrijelcic.



Il 20 ottobre la serata era stupenda, il cielo terso e limpido come si puo' trovare solo salendo a duemila metri. Sul Passo Valles Il vento era assente, insomma tutto stava ad indicare una buona serata per fare ricerca di supernovae. Avevo deciso di prendere delle immagini di galassie nella costellazione dei Pesci, una riserva di caccia ricca di galassie per il CCD, in quanto la maggior parte hanno un modulo di distanza superiore a 33.0 e perci‘ fuori dalla portata dei cacciatori di supernovae con metodo visuale.

Verso le 22 decidevo di prendere un immagine del gruppo di galassie con a capo NGC 410. Come da routine confrontavo l'immagine appena presa con l'atlante di J.C.Vickers e con grande meraviglia notavo una stellina di 17a magnitudine immersa nella galassia. Una supernova? Un pianetino? Oppure qualche pixel caldo? La cosa migliore da fare era quella di prendere una seconda e una terza immagine distanziate tra di loro di circa mezz'ora, il tempo necessario per notare lo spostamento di un eventuale pianetino. Dopo venti minuti prendevo una seconda immagine e la stellina era ancora lŃ, ferma ed immobile. Aspettavo ancora mezz'ora e riprendevo una terza immagine, ma anche questa non evidenziava nessun spostamento della stellina.

La conclusione era ovvia, si trattava di una supernova. Concludevo la serata prendendo ancora qualche immagine, ma ormai il pensiero era rivolto ad NGC 410 ed alla probabile supernova. Arrivato a casa per prima cosa ho elaborato le immagini appena riprese di NGC 410 al fine di stabilire l'esatta posizione della stella sospetta. Usando il GSC trovavo che la posizione della Sn era di 5'est e 25'sud dal centro del nucleo. Dopo aver stabilito la magnitudine approssimativa e la posizione della stella non mi restava altro che telefonare al sempre disponibile team dell'osservatorio di Loiano.

Nel confermare la regola puntualmente si rendevano disponibili per verificare la sospetta supernova assicurandomi che se fosse stata accertata mi avrebbero subito telefonato. Passa la notte, ma nessuno si faceva vivo. Appena aperti gli occhi la mattina successiva il primo pensiero and‘ alla supernova. Ritelefonavo a Loiano, ma ormai gli astronomi avevano finito il loro turno per cui nessuno sapeva dirmi niente.

Non potevo rimanere cosÕ sulle spine, per cui decisi di telefonare al caro amico Mirko Villi. Sempre molto disponibile si preoccup‘ subito di scartabellare tra le circolari IAU e lŃ ritrov‘ la supernova, la 1995Y. Immediatamente mi mandava un messaggio via internet con tutte le circolari in cui veniva menzionata la supernova. Era giŃ stata scoperta il 28 agosto dalla sempre presente (purtroppo anche in questo caso) J. Mueller mentre riprendeva una lastra con lo Schmidt di 1.2 metri nella seconda Palomar Sky Survey. Dallo spettro ripreso dal telescopio Hale di 5 metri di monte Palomar il 31 agosto   risultata essere una supernova di tipo Ia qualche settimana dopo il massimo. La posizione della supernova, esaminando le circolari IAU (alquanto in contrasto tra di loro) risult‘ essere di 7' est e 25' sud, corrispondenti pi› o meno alla posizione da me stimata con il GSC.

Dalle poche circolari IAU risulta chiaro che anche questa supernova come la maggior parte di quelle che vengono scoperte non   stata assolutamente seguita fotometricamente, cosi da poter tracciare una curva di luce. Questo fatto sicuramente fŃ riflettere gli astrofili, in quanto dimostra inequivocabilmente che gli astronomi possono seguire fotometricamente solo pochissime supernovae luminose nell' arco di un anno, mentre la maggior parte sono letteralmente abbandonate. Allora perch  non darsi da fare per acquistare le tecniche necessarie per fare un 'adeguata stima fotometrica delle supernovae scoperte? Potrebbe essere una buona e utile idea per gli astrofili possessori una postazione fissa. Simili iniziative verrebbero accolte a braccia aperte dagli astronomi e il contributo scientifico sarebbe notevole.

Vorrei soffermarmi un attimo ad esaminare anche le potenzialitŃ che il CCD ha nella ricerca di supernovae. Personalmente in un anno di attivita ho ripreso alcune centinaia di immagini stimando pi› di ottocento galassie e posso affermare che i risultati sono stati veramente lusinghieri; una supernova scoperta LA 1995E in NGC 2441 il 20 febbraio e una riscoperta LA 1995Y nella succitata NGC 410 ai primi di ottobre.

Entrambe le supernovae sono state scoperte mentre avevano una magnitudine fuori dalla portata dei ricercatori visualisti, ad indicare che per i possessori di CCD si apre una finestra di ricerca particolarmente ricca che comprende le galassie che hanno un modulo di distanza superiore a 33.0 . Inoltre la ricerca con il CCD si pu‘ estendere benissimo anche per le galassie con il modulo di distanza inferiore, magari durante i periodi di luna piena o cercando SN di tipo II notoriamente meno luminose delle supernovae di tipo I. Comunque tutto stŃ ad indicare che con il CCD le scoperte sembrano essere molto pi› frequenti che con il metodo visuale. Chiaramente con le poche osservazioni con il CCD fatte non posso fare una statistica attendibile, ma i risultati ottenuti mi portano ad essere ottimista e a perseguire la strada intrapresa cercando eventualmente di migliorare la velocitŃ di ripresa.

La riscoperta della SN 1995Y ha evidenziato, almeno per me, un 'altro importante aspetto;   indispensabile un continuo aggiornamento con le circolari IAU, al fine di non fare scoperte in ritardo come … successo al sottoscritto ed allarmare inutilmente gli osservatori astronomici. Con internet questo   decisamente possibile e come liberi ricercatori di supernovae ci siamo organizzati, affinch  tutti coloro che aderiscono all'International Supernovae Network, anche con un minimo contributo osservativo o didattico possano ricevere tempestivamente, grazie all'amico M. Villi , tutte le circolari riguardanti le supernovae scoperte. Questo   particolarmente utile per chi fŃ ricerca con il CCD, poich  sono tante le supernovae di 18.0-19.0 mag. che vengono scoperte ogni anno e queste sono facilmente rivelabili con gli strumenti amatoriali. Un continuo allarmare gli astronomi con supernovae giŃ scoperte sicuramente farebbe perdere a quest'ultimi tanto tempo. Inoltre, anche noi astrofili essendo aggiornati possiamo dedicarci alla ricerca in maniera pi› proficua senza inutili allarmismi, con relative illusioni e conseguenti perdite di sonno e tempo.

Comunque, a parte queste riflessioni , resta il fatto che ogni scoperta o riscoperta di una supernova o una sua pur semplice osservazione   sempre un evento straordinario che tocca profondamente l'osservatore, essendo testimone di un evento unico nell'universo. A ciascuno di noi la conclusione.